La parziarietaā della visione intellettiva sempre piuā settoriale, sovrastata e inficiata dallāincidenza dellāinduzione illusoria, costituisce un vulnus dellāessere umano, cosƬ come costituisce un vulnus umano la tendenza a lasciarsi facilmente distrarre dalle obliquitaā ammiccanti.
Troppo spesso lāuomo non sa mantenere la rotta, non sa mantenere il patto.
Lāuomo eā depotenziato, si piega, si spreca, devia.
Ma lāessere umano, pur misteriosamente "diviso in se' " a motivo della Caduta, non eā nato portatore di tali vulnus, che sono piuttosto il frutto mirato di violenti implants, innesti malvagi praticati giaā dai primi Potenti sugli umani, in tempi remoti, e rimasti nel DNA delle genie colpite e indebolite.
In che cosa esattamente siano consistiti gli innesti non eā ormai dato sapere, ma, intuibilmente, si trattoā di impianti specifici su componenti organiche cerebrali dellāuomo, impianti finalizzati a indebolirne la funzione volitiva in primis e quella intellettiva in secundis, senza ledere la forza fisica.
Lo scopo dei Potenti era, ed eā, quello di dare luogo a facili schiavituā da sfruttare in diverse direzioni ~ (tale scopo malvagio eā ancora perseguito con modalitaā segrete, piuā strategiche e sofisticate).
Da tempi lontani, gli uomini sempre piuā paiono vivere allāinterno della ācaverna platonicaā, e la metafora del filosofo greco appare terribilmente reale.
Alcune genie umane scamparono agli innesti.
Esistono diverse genie vulnerate, alcune stazionano nella dormienza, alcune cercano la salvezza nel possibile risveglio, ed esistono esigue genie indenni, che hanno testimoniato e testimoniano la possibile capacitaā di pensiero e di forza spirituale dellāuomo.
Nelle genie sane eā racchiusa tutta la speranza e tutta la disperazione. Ā® š