Lāalbero piegato mi ispira un parallelo con quegli esseri umani che, magari senza volerlo, perdono la propria verticalitaā intellettiva e spirituale, e si pongono āin lineaā, piuā o meno prossima, con livelli meno elevati, inferiori o standard.
Il teologo Vito Mancuso, (da non confondere con il botanico e saggista Stefano Mancuso), eā un ottimo scrittore, di lui ho letto āLa vita autenticaā.
Ma, recentemente, nella presentazione dellāultimo libro, āIl Coraggio e la Pauraā, (titolo dāattualitaā), ho ascoltato alcune sue dichiarazioni, in base alle quali ho rimosso una porzione di apprezzamento nei suoi confronti, senza nulla togliere alla perizia di scrittore.
In occasione della suddetta presentazione dellāultimo libro, egli ha espresso due considerazioni, una etimologica : Il cor-ag-gio significa lāag-ire del cuore (cor-cordis), e fin qui nulla da obiettare, ma successivamente ha aggiunto una considerazione molto dottrinale e soprattutto molto allineata: āil cuore eā lāorgano consapevoleā.
Ed in questa affermazione, del tutto inesaustiva, ed assai discutibile, sia a livello scientifico e sia spirituale, il citato scrittore ha perso, (presso di me), il terreno conquistato per le sue capacitaā di scrittura ed i relativi contenuti.
Mi sono chiesta come mai Vito Mancuso avesse presentato tale drastica affermazione ~ Sono andata a visionare alcuni dati della sua preparazione, ottima, ma legata alla visione ecclesiale: eā un TEOLOGO.
Con dolo o senza dolo, ogni scrittore eā legato alla specifica fonte di competenza ispirativa, e il teologo eā legato alla Chiesa ed alla visione teologale della Chiesa.
Eā noto come tutti gli scrittori, i saggisti, gli scienziati, e via via fino ai cantautori e cineasti, e via via fino agli impiegati di ogni categoria, siano soggetti al filtro dei dettami di Potere ~ Eā noto ed esperito come per tutti costoro il transito sociale e lavorativo dipende molto da un fattore dirimente che fa capo al patto massonico, sottoscritto o sotteso, oltre che al tesseramento politico : bisogna che il loro pensiero sia āallineatoā (leggasi piegato) alle induzioni del Potere.
Ed ogni Potere sorveglia tutto, per riuscire ad essere, esso stesso, āin lineaā per lāaccesso ai Poteri altolocati, i Poteri Planetari, dai quali il Dictat discende, lento e marcatore, in ogni ambito, dal piuā intellettuale al piuā precario.
Il motivo di tali ramificate induzioni, eā la preservazione del Potere, e lāestrazione del profitto.
Dal cartone animato fino al testo universitario, la conformazione e lāinduzione sono terribilmente programmate, incidenti, e mistificanti.
Ad oggi il culto ipocrita dellāOBBEDIENZA, dopo secoli di danni, e di abusi, si sta finalmente incrinando.
A tale insegnamento spurio, i Potenti stanno aggiungendo un infiltrante uso di mantra manipolativi, induttivi, conformativi.
I mantra, tra cui il famoso e noioso āascolta il cuoreā, rendono sempre piuā confuse, e mentalmente deboli, popolazioni intere.
Non esiste mantra che esorti al pensiero vigile (da affiancare utilmente al cuore).
Il sapiente blogger, oltre che artista, Giovanni Ranella, nel suo blog (Fragmenta2011), afferma con lucida amarezza: āLa societaā eā divenuta un ciclope immondo elettromagneticamente sedatoā.
In veritaā, oggi piuā di ieri, la tecnologia eā uno strumento nefando nelle mani nefande dei Potenti.
Per tornare al buon Mancuso, cioā che gli contesto eā scientifico oltre che razionale: il cuore sente, e sente vivamente e contestualmente, MA la consapevolezza la puoā acquisire SOLO attraverso la luce del pensiero, una luce coscienziale, spirituale, immortale ~ GURDIJEFF ha spiegato egregiamente il percorso conoscitivo di consapevolezza.
Tale luce non risiede nel povero cuore, scoglio muscolare dellāonda sanguigna, ma risiede nella meravigliosa connessione tra sangue e Spirito, tra sentire e pensare, tra battere e sapere.
Come spesso ripeto, cuore e pensiero sono i due remi di una stessa barca su cui naviga la nostra esistenza, ed usarne uno solo eā DEMONIACO, poicheā la barca girerebbe intorno a se stessa senza progressione, rendendo inutile o sacrilega lāoccasione del vivere. Ā® š