Premesso che, secondo il mio pensiero, prima del GENERE viene sempre la PERSONA, devo precisare che il mio eā un dissertare su realtaā riscontrate e non su fattori astratti o pregiudiziali.
Devo altresiā precisare che QUANTO ESPRIMO, QUI DI SEGUITO, RIGUARDO IL MASCHIO, Eā APPLICABILE, COME INTERFACCIA, ANCHE ALLA FEMMINA.
Il MASCHIO eā tale in quanto anatomicamente presenta, alla nascita, la morfologia sessuale maschile.
Non tutti i maschi restano maschi nel significato sessuale del termine ~ Alcuni maschi, per una serie di processi biochimici, ai quali si associano elementi psicogeni, sono in disaccordo colla dittatura anatomica del proprio corpo, e si collocano su frontiere distanti, e spesso non chiare (ma questo eā un tema non inserito nellāarticolo).
Riguardo il maschio non sussistono importanti argomentazioni su cui dissertare: eā un essere umano di sesso maschile che puoā accoppiarsi con la femmina per perpetuare la specie, come tra gli animali inferiori.
Il maschio che conferma il proprio orientamento, una volta pervenuto allāadolescenza, (ed attraversandola in modo elaborativo), puoā divenire uomo, sviluppando capacitaā ed abilitaā piuā complesse ed avanzate, o puoā restare semplicemente maschio, ovvero colui la cui identitaā eā, (e in tal caso rimane), meramente anatomica ed ormonale, funzionale alla riproduzione.
Il maschio adulto puoā quindi divenire (o non divenire) uomo, per arricchimento, piuā o meno intenso, di se stesso nella direzione superiore a quella sessuale, NON certo per escluderla ma per dirigerla senza esserne diretto, o manipolato dallāesterno.
Puoā inoltre essere uomo o evolvere in Uomo.
La differenza tra i due approdi, (stesso genere sessuale, ma diversa energia spirituale), fu descritta in modo semplice e profondo da CONFUCIO, il piuā saggio dei saggi, in quanto il piuā chiaro dei saggi.
Egli distinse lāuomo comune dallāUOMO superiore, e specificoā con metafore inequivocabili le differenze, ed il livello etico, basso o elevato.
Ne citeroāqui una sintesi infinitesimale:
~~ āLāuomo comune considera il vantaggio, lāUomo superiore considera il giusto, secondo la legge della reciprocitaā (ren) ~~ La virtuā dellāUomo superiore eā quella del vento, la virtuā dellāuomo comune eā quella dellāerba: questa, al passaggio del vento, si piega ~~ LāUomo superiore non asseconda prevenzioni o propensioni, eā un asse che non vacilla ~~ Sa āvegliareā sulla propria solitudine (eā tale sia in pubblico che in privato) ~~ Egli eā sempre in sintonia con la Via, ed a motivo di cioā ascolta le parole, MA osserva i fattiā~~
Lāuomo comune eā certamente il piuā diffuso.
LāUOMO, colui che invece realizza la seconda nascita, quella spirituale e immortale, eā il frutto di un intenso lavoro su se stesso per arrivare al livello coscienziale e connesso, ed eā il frutto della fatica di essere sovente in contrasto con lāambiente costituito da e per lāuomo comune, ovvero lāuomo standard, lāuomo conforme, lāuomo mortale.
Nel passaggio dal maschio allāuomo si colloca il passaggio dalla mascolinitaā alla virilitaā (oggi intesa in modo becero) ~ La prima si fonda sulla prestazione sessuale o di forza fisica, la seconda si fonda sulla espressione esistenziale e la forza morale.
Alla mascolinitaā, (sempre piuttosto settoriale nel pensiero, e miope nella psiche), subentra, nellāUomo, la virilitaā, come fattore di forza (vir), espressa su un piano di reciprocitaā e non di prevaricazione, espressa con le capacitaā decisionali e le abilitaā di pensiero ampio e creativo.
La VIRILITAā eā purtroppo un fattore banalizzato, (come del resto la femminilitaā), ma eā in realtaā lāimportante e insostituibile componente animica, che JUNG definiā ANIMUS, istanza animica maschile.
LāANIMUS, fu individuato e studiato dallo psicanalista svizzero, come aspetto maschile ATTIVO nellāuomo e come aspetto maschile OMBRA nella donna (la quale solo con esso puoā completare la propria essenza).
JUNG defini al contrario ANIMA la componente femminile ATTIVA nella donna e componente femminile OMBRA nellāuomo, (necessaria a completarlo).
Ad oggi vedo aggirarsi maschi, e femmine, entrambi relegati al ventre o alla mente guidata dal ventre, poco o niente che riconduca alle effettive possibilitaā.
Non vedo spesso Uomini, non vedo spesso Donne ~ Non percepisco Animus od Anima, percepisco la brama confusa.
Mi chiedo: come auspicare che la felicitaā umana, cosiā invocata da tutti e da ciascuno, intervenga in tali situazioni amputate? In esse puoā nascere solo la crassa soddisfazione del bue sazio (Eraclito).
Eā il mio libero pensiero di persona attenta, che comunque non intende giudicare, ma intende solo porgere il frutto delle proprie osservazioni. Ā® š